Impianti industriali

Lo sviluppo industriale dell’India

Per molti anni l’agricoltura è stata la principale fonte di sussistenza per la popolazione indiana. Dopo l’Indipendenza i padri fondatori avviarono programmi e strategie orientati a sviluppare rapidamente infrastrutture e industrializzazione. (http://business.mapsofindia.com/india-industry/)

L’ India è riuscita a diventare autonoma in molti settori produttivi, e a sviluppare nuove competenze e capacità nella produzione industriale di veicoli, apparecchiature di precisione, prodotti chimici,  materiale elettrico e informatico, produzione di energia.

Dall’Indipendenza al 1980 il settore privato era strettamente controllato da quello pubblico, e doveva ottenere il permesso del governo per lavorare sul territorio nazionale. Nonostante ciò il PIL è cresciuto dell’1,4% all’anno nel periodo dal 1940 al 1970. Altri fattori, come la povertà e la fame, hanno rallentato il tasso  di crescita economica del Paese, e l’India si trovò in ritardo rispetto al resto del mondo.
Dal 1980 a metà degli anni ’90 il processo di liberalizzazione consentì un rapido aumento del PIL,fino a un picco dell’8,4% nel 94-95; le esportazioni crebbero del 27%.
Nei decenni successivi,  avviata la politica di liberalizzazione,l’India ha comunque incentivato anche il settore pubblico. Circa il 90% delle importazioni sono compensate da % analoghe di esportazioni. Il settore privato contribuisce ormai per i due terzi al PIL dell’India.

Gli esperti ritengono che il contributo dell’India al PIL mondiale crescerà dal 6% all’11% entro il 2025. L’India emergerà quindi come la terza Potenza economica mondiale dopo gli USA e la Cina.

Le principali industrie dell’India, segnalate dal sito http://business.mapsofindia.com/india-industry, sono l’ industria tessile, l’industria di trasformazione alimentare, l’industria chimica, cementifera, informatica, il settore minerario, la produzione di acciaio, l’industria petrolifera.Diapositiva3