Conflitti socio-ambientali in India

Il pianeta ‘frullato’

CHURNING the earthUn libro pubblicato nel 2012 da due ricercatori indiani, Aseem Shrivastava e  Ashish Kothari, analizza in dettaglio le cause che secondo loro sono alla radice di molti dei sempre più numerosi conflitti presenti in tante regioni dell’India. Il titolo è “Churning the Earth”(Penguin-Viking, 2012) che possiamo tradurre così:  “Frullare il mondo. La fabbricazione dell’India globale”. Il verbo ‘churning’ presente nel titolo rimanda a un mito fondante della tradizione indù: prima che il mondo avesse origine, i deva (gli dei) erano continuamente minacciati dai danava (i demoni), per cui si erano rivolti a Vishnu, che aveva consigliato agli dei di procurarsi l’ambrosia che rendeva immortali. Il prodigioso nettare giaceva nelle profondità dell’oceano di latte e per estrarlo gli dei avrebbero avuto bisogno dell’aiuto dei danava, per cui promisero loro una parte dell’ambrosia. Stretto il patto, la montagna cosmica venne collocata nell’oceano con legato attorno il serpente Vasuki, in modo da ottenere una zangola. Le due parti cominciarono a tirare il rettile, gli dei per la coda e i demoni per la testa, facendo girare la montagna come un frullino. zangolatura oceano cosmico‘Churning the Earth’ rimanda quindi a una immagine molto nota ai lettori indiani, ed evoca uno scenario di profonda, radicale trasformazione

Basato su  rigorosi dati scientifici, ricco di casi studio e fornito di una amplissima bibliografia, questo libro è il frutto del lavoro di due autori che hanno saputo integrare le loro rispettive competenze:più accademico Shrivastava, più attivo nei movimenti sociali Kothari, insieme offrono un quadro estremamente accurato e inquietante delle drammatiche condizioni in cui le scelte politiche della classe dirigente indiana sta trascinando questo grande Paese.

Una crescita economica predatoria   Aseem Shrivastava e Ashish Kothari mettono in luce, attraverso una serie di dati  incontrovertibili, quanto della recente crescita economica dell’India possa essere definite ‘predatoria’, e mettono in discussione il paradigma dello sviluppo perseguito dalla leadership Indiana, che nei fatti ha messo a repentaglio la sostenibilità ecologica del Paese, e ha ostacolato la democrazia. I due Autori illustrano numerosi esempi di conflitti che si sono manifestati e moltiplicati in India per l’uso delle terre,dell’acqua,delle materie prime: conflitti che hanno visto acuirsi e polarizzarsi la frattura tra  ricchi e poveri, e tra abitanti delle città e comunità contadine. La grandissima quantità di dati che gli Autori portano a sostegno delle loro interpretazioni rende il libro piuttosto impegnativo: a facilitarne la lettura ci sono numerosi aneddoti e testimonianze,   non solo di esperti ma di  persone a vario titolo coinvolte nei fatti raccontati.

Un altro aspetto pregevole del libro è la sua parte costruttiva: dopo aver segnalato e documentato le conseguenze drammatiche (in termini di ingiustizia sociale e di degrado ambientale) delle attuali scelte politiche, gli Autori dedicano ampio spazio a illustrare le alternative che esistono entro un quadro generale di democrazia ecologica radicale. Un altro mondo (in India e – potremmo aggiungere – non solo) è non solo necessario, ma possibile!  Rispetto al tema centrale trattato in questo sito, il libro di Aseem Shrivastava e  Ashish Kothari rappresenta la più completa e aggiornata descrizione del contesto socio-ambientale in India: gli Autori documentano  - dati alla mano – che i cambiamenti economici degli ultimi anni hanno reso peggiore la situazione dei poveri sotto molti aspetti: “un’ampia sezione della popolazione dell’India è attualmente vittima di una molteplicità di crisi: insicurezza alimentare,  scarsità di acqua, disponibilità inadeguata di combustibile,  allontanamento forzato dalle proprie dimore con opzioni alternative limitate.  In una forma o in un’altra tutte queste situazioni critiche erano già presenti prima di questa fase di globalizzazione, o addirittura prima delle forme moderne di intendere lo sviluppo.  Ma simili situazioni sono proprio quelle che a globalizzazione e le politiche dello ‘sviluppo’ diceva nodi voler alleviare.  Invece sono state esacerbate,o quantomeno sono rimaste gravi come prima, per molte comunità e molte regioni”.

Il libro ha ricevuto numerose recensioni, anche da parte di Autori famosi come Amitav Gosh. Purtroppo non è stato tradotto in italiano.  Secondo Gosh questo libro è l’unico lavoro che offre una presentazione completa e accurata degli enormi costi sociali e ambientali causati dallo sviluppo negli ultimi quindici anni. La conclusione degli Autori – osserva Gash – è allarmante: anche se molti imprenditori e politici di buona volontà, che occupano posizioni importanti nei processi decisionali, lo vorrebbero, di fatto i benefici di una crescita economica senza precedenti non arriva mai fino alla massa della popolazione. E’ un sistema che continua ad arricchire i ricchi e non arriva a incidere sulla povertà.  Se lo schema e la direzione dello sviluppo non vengono radicalmente cambiati da processi politici democratici consci, collettivi, ecologicamente sensibili, la crescita continuerà a creare disparità e disoccupazione.

Vi sono alternative!

Nell’ultima parte del libro gli Autori offrono numerosi esempi di iniziative su piccola scala che sono riuscite a far stare meglio sia le comunità umane sia gli ambienti che le accolgono. Ne sono spesso responsabili dei gruppi di donne, impegnate ad assicurare sovranità alimentare alle loro famiglie promuovendo un’agricoltura sostenibile, allevamenti di animali su piccola scala, uso attento dell’acqua.  Molte iniziative sono anche caratterizzate da un recupero delle tradizioni e delle conoscenze locali, e alla valorizzazione – contemporaneamente – della diversità biologica e culturale. Aseem e Ashish concludono il loro saggio con queste parole: Stiamo imparando che piccolo non è solo bello: può essere anche l’unica via sostenibile ed ecologica, coerente con le esigenze della libertà umana. Se si pensa alla realizzazione della democrazia, per esempio, assemblee di quartiere in cui i vicini si incontrano faccia a faccia sono molto più adeguate alla pratica democratica  rispetto a società di massa che vivono in una società  tecnologicamente sovra- sviluppata eccessiva e condizionata dalla  produzione di massa. Inoltre economie locali e radicate sul territorio – a differenza delle economie globali – possono essere sia la precondizione sia il risultato di una democrazia realizzata dalla base.

Una lista dei conflitti socio-ambientali presenti in india si può trovare sul sito di EJOLT  A ottobre  2014 la mappa presenta 184  casi.

Mappa dei conflitti socio-ambientali in India - 2014

Mappa dei conflitti socio-ambientali in India – 2014

 

Nuove leggi, vecchi problemi?  E’ stata approvata nel 2013 una nuova legge che stabilisce nuove regole nelle situazioni di esproprio di terre per destinazioni di interesse nazionale.  Questa legge sostituisce il Land Acquisition Act del 1889, che era stato imposto dalla Gran Bretagna e mantenuto dal Governo Indiano anche dopo l’Indipendenza.  La nuova legge, che ha richiesto anni di studio e discussione, dovrebbe tutelare meglio le popolazioni indigene e tribali che vivono in territori ancora relativamente ‘naturali’, che fanno gola agli industriali e alle multinazionali perché racchiudono grandi ricchezze naturali e minerarie.  A proposito della legge sulla ‘Equa compensazione’ segnaliamo un documento in Inglese (Fair Compensation 2013 ENG)  e una sintesi in italiano: Right to fair compensation 2014. Il diritto a equa compensazione India. E’ interessante notare la sintonia tra le conclusioni dei due Autori indiani e le tesi sostenute – in Italia e in Europa – da Movimenti, Associazioni e ONG che da tempo cercano di contrastare le politiche liberiste che ancora propongono l’immaginario della ’crescita’.

Tra le tante realtà italiane:

Sbilanciamoci! Dal 1999, oltre 48 organizzazioni della società civile si sono unite nella campagna Sbilanciamoci! per impegnarsi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace. La campagna Sbilanciamoci! propone ed organizza ogni anno attività di denuncia, di sensibilizzazione, di pressione, di animazione politica e culturale affinché la politica, l’economia e la società si indirizzino verso la realizzazione dei principi della solidarietà, dell’uguaglianza, della sostenibilità, della pace.

A SUD  promuove campagne e attività di sensibilizzazione sui temi dei beni comuni, dei nuovi paradigmi di sviluppo e della democrazia partecipata. Sostiene attivamente le realtà italiane impegnate nella difesa dei territori e nella promozione di pratiche di partecipazione, fungendo da ponte tra le lotte portate avanti in numerosi territori italiani, le esperienze analoghe sviluppatesi a livello internazionale e le tendenze globali ad esse sottese.

Alcune letture di Autori italiani:

Mario Pianta:  Nove su dieci. Perché stiamo (quasi) tutti peggio di 10 anni fa (Laterza, 2012).  Sbilanciamo l’economia. Una via d’uscita dalla crisi (con Giulio Marcon, Laterza, 2013).

Guido Viale:  La conversione ecologica – There is no alternative, NdA Press, 2011.   Virtù che cambiano il mondo – Partecipazione e conflitto per i beni comuni, Feltrinelli, 2013  Si può fare - NdA Press 2014

Nanni Salio:  Dalle piazze dei forconi alla strategia di cambiamento (http://serenoregis.org/2013/12/12/dalle-piazze-forconi-strategia-cambiamento-nanni-salio/).  Crisi sistemica e alternative della nonviolenza (http://www.ildialogo.org/elezioni/dibattito_1331053038.htm)