La nostra storia

Il mantenimento e l’aggiornamento di questo sito nel periodo luglio 2014 – ottobre 2015 sono  possibili – oltre che dal nostro lavoro volontario – anche da un contributo finanziario della Provincia di Torino.

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L’idea di costruire questo sito è nata dall’esperienza del Gruppo ASSEFA Torino, che dagli anni ’70 del secolo scorso collabora con una ONG Indiana di ispirazione gandhiana, l’Association For Sarva Seva Farms, che opera nelle zone rurali dell’India per sostenere piccoli progetti di auto-sviluppo di comunità di contadini.

Ricchi e poveri   Nei primi anni il sostegno offerto a questa Associazione da persone e gruppi in Italia è stato significativo; con il passare del tempo però, e in parallelo al boom economico dell’India, sempre più – alle nostre proposte di raccolte-fondi e di adozioni a distanza – ci sentivamo rispondere “Ormai l’India è diventata ricca, non ha certo più bisogno del nostro aiuto“. La ‘shining India’ in realtà, che illustra bene il progresso economico di una parte della popolazione indiana (circa 300 milioni di persone, quasi l’equivalente degli USA)  nasconde agli occhi degli spettatori distratti una situazione di crescente e drammatica povertà, per quegli 800 milioni di persone – per lo più contadini, comunità indigene, poveri urbani – che negli ultimi 50 anni si sono visti sottrarre sempre più le risorse necessarie per una vita dignitosa.

Conflitti esplosivi e latenti L’India non viene quasi mai nominata in Italia dai giornali e dai  media.  Occasionalmente arriva all’onore della cronaca per qualche episodio di violenza, per qualche scontro interno. Questo grande paese, che ospita più di un miliardo e 200 milioni di abitanti, apparentemente non svolge un ruolo nelle dinamiche economiche e socio-politiche globali.  Ovviamente le cose non stanno così: l’India è sempre più al centro di relazioni commerciali, di scambi culturali, di delicati equilibri geo-politici di cui bisognerebbe tener conto anche da parte del nostro piccolo Paese.  La conoscenza e la crescente amicizia con l’ASSEFA India ci ha permesso di venire a contatto con alcune realtà dell’India legate all’eredità gandhiana: movimenti nonviolenti, iniziative di comunità di base, gruppi di pensatori che hanno sviluppato e messo in pratica – in varie forme – il programma costruttivo di Gandhi. Tra queste realtà si collocano anche i numerosi movimenti di protesta che molte comunità di contadini, di pescatori, di tribali portano avanti da decenni per opporsi all’espropriazione forzata richiesta dall’insediamento di impianti industriali, grandi dighe, miniere, centrali nucleari.

In un mondo globalizzato la collaborazione che abbiamo sviluppato con l’ASSEFA India a nostro parere non è più sufficiente: per questo abbiamo affiancato al sostegno economico, alle adozioni simboliche, alla diffusione del pensiero gandhiano anche l’impegno a far conoscere la drammatica situazione in cui vivono milioni di persone in India, e a valorizzare e sostenere l’approccio nonviolento con cui affrontano i conflitti che li vedono loro malgrado coinvolti.

In questo sito intendiamo raccogliere le testimonianze – soprattutto visive  – delle proteste, delle marce, delle iniziative in generale che migliaia di comunità in India portano avanti con metodi nonviolenti per difendere il loro diritto (e il diritto di tutti i popoli della terra) a vivere in modo dignitoso e sostenibile.

Rimandiamo ad altre pagine del sito per approfondire le basdi del pensiero di Gandhi e dei fondamenti della nonviolenza